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In che quantità vanno assunti grassi buoni ogni giorno? Il parametro che aiuta la salute

📅 5 Agosto 2026✍️ di Fabio Ticci⏱️ 5 min di lettura

Quando si parla di grassi, la mente corre subito ai “nemici della linea”. Eppure, dopo anni a insegnare alimentazione ai gruppi locali, ho imparato quanto sia fondamentale cambiare prospettiva. I grassi buoni non sono un lusso, ma una necessità biologica. La vera domanda che tutti dovrebbero porsi non è “devo mangiare i grassi?”, bensì “quanti grassi buoni mi servono davvero ogni giorno?”. La risposta è più semplice di quanto credi, e oggi te la spiego.

Quanti grassi assunti quotidianamente?

Iniziamo con i numeri, perché la scienza non mente. Secondo le linee guida nutrizionali internazionali, i grassi dovrebbero rappresentare circa il 25-35% dell’apporto calorico giornaliero totale. Se consumi 2000 calorie al giorno, significa che dovresti introdurre tra i 500 e le 700 calorie dai grassi, ovvero 55-78 grammi.

Ma qui viene il bello: non tutti i grassi sono uguali. Immagina i grassi come una categoria con tre membri della famiglia molto diversi tra loro. Hai i grassi saturi (quelli da limitare), i grassi trans (quelli da evitare completamente) e soprattutto i grassi insaturi, quelli buoni di cui parliamo oggi.

Nel mio percorso personale, quando ho affrontato i miei problemi di salute, ho scoperto che molti dietologi sbagliano nel fare di tutta l’erba un fascio. Non è il grasso che fa male al tuo corpo: è sbagliare il tipo e la quantità.

Grassi monoinsaturi e polinsaturi: i veri alleati

Tra i grassi buoni, distinguiamo principalmente due categorie. I grassi monoinsaturi, che trovi negli avocado, nelle olive e nell’olio di oliva, dovrebbero costituire circa il 15% delle tue calorie giornaliere. Se ami i numeri concreti: parliamo di 20-30 grammi al giorno.

Poi ci sono i grassi polinsaturi, che includono gli Acidi grassi omega-3|omega-3 e gli omega-6. Questi meritano un discorso a parte perché il tuo corpo non sa produrli da solo. Devi assolutamente introdurli con il cibo. Sono come le fondamenta di una casa: senza di loro, il resto della struttura non regge bene.

Gli omega-3 in particolare dovrebbero arrivare a circa 1-2 grammi giornalieri. Li trovi nel pesce grasso (salmone, sardine, trota), nei semi di lino e nelle noci. Quando insegno ai miei gruppi, dico sempre: “Se non mangi pesce almeno due volte a settimana, dovresti considerare di aggiungere semi di lino alla tua colazione”.

Gli omega-6 sono più facili da reperire nella dieta moderna, ma il rapporto tra omega-3 e omega-6 dovrebbe idealmente essere di 1:4 o anche meglio di 1:2. Capite perché? Perché quando questo rapporto si squilibra, nel tuo corpo aumenta l’infiammazione.

La regola pratica che ha cambiato la mia vita

Dopo anni di ricerche e sperimentazioni con i cereali integrali e le bevande funzionali, ho sviluppato una regola semplice che condivido con chi incontro. Pensa ai grassi buoni in termini di porzioni quotidiane, non di calcoli complessi.

Ogni giorno, dovresti consumare: una manciata di noci o mandorle (circa 30 grammi), un cucchiaio di olio extravergine di oliva o un avocado di medie dimensioni, e almeno due volte a settimana una porzione generosa di pesce grasso. Semplice, vero?

Lo sapevi che la chiave sta nell’equilibrio? Il tuo corpo ha bisogno di energia, ma soprattutto ha bisogno dei grassi per assorbire vitamine importanti come la A, la D, l’E e la K. Senza grassi buoni, il tuo corpo non riesce a utilizzare nemmeno le vitamine che introduci da frutta e verdura.

Quando ho cambiato il mio approccio all’alimentazione, ho notato miglioramenti tangibili nella concentrazione, nell’energia e persino nella qualità della pelle. Tutto perché il cervello è costituito per il 60% da grassi. Alimentarlo male è come mettere benzina scadente in un motore di qualità.

I parametri che guidano la salute

Oltre alla quantità, esistono parametri biologici che dovresti monitorare. Il rapporto tra colesterolo totale e HDL (il “colesterolo buono”) è uno di questi. Secondo le [[Linee guida dell’American Heart Association|indicazioni cardiologiche internazionali]], un valore di HDL superiore a 40 mg/dL per gli uomini e 50 mg/dL per le donne rappresenta un fattore protettivo.

I trigliceridi sono un altro parametro fondamentale. Dovrebbero rimanere sotto i 150 mg/dL. Quando insegno, racconto sempre che i trigliceridi alti sono il segnale che stai consumando troppi zuccheri e carboidrati raffinati, spesso uniti a pochi grassi buoni.

Un parametro che molti ignorano è l’infiammazione sistemica, misurata attraverso la proteina C-reattiva. I grassi buoni, specialmente gli omega-3, la riducono naturalmente.

Come integrare i grassi buoni nella tua quotidianità

La teoria è bella, ma come la metti in pratica? Ecco cosa faccio io quotidianamente e consiglio nei miei gruppi. A colazione, aggiungo un cucchiaio di semi di lino macinati o noci agli insalate di cereali integrali.

A pranzo, uso sempre olio extravergine d’oliva per condire, non burro. La differenza? L’olio ha grassi monoinsaturi che mantengono le arterie pulite, il burro ha saturi che le intasano lentamente.

A cena, almeno tre volte a settimana, preparo piatti con pesce o aggiungo semi di chia ai miei preparati. Se non ami il pesce, puoi usare alghe o integratori di omega-3 derivati da fonti vegetali.

Lo spuntino pomeridiano? Una manciata di mandorle o un quarto di avocado. Funziona come un’ancora energetica che ti tiene stabile fino a cena.

Il dato finale che dovrebbe tranquillizzarti

Sapevi che le popolazioni con il più basso tasso di malattie cardiovascolari, come quelle del Mediterraneo, consumano grassi in quantità superiore alla media occidentale? La differenza è che consumano i grassi giusti.

In conclusione, non aver paura dei grassi. Paura semmai di mangiare male. 25-35% delle tue calorie da grassi, prediligendo monoinsaturi e polinsaturi omega-3, è il numero magico che supporta la salute. Monitora i tuoi parametri ematici, ascolta il tuo corpo e vedrai che la salute tornerà a fare visita.

Fabio Ticci

Fabio, originario di Siena, ha vissuto un cambio radicale dopo aver affrontato un problema di salute: si è dedicato allo studio di cereali integrali e bevande funzionali, sperimentando panificati ricchi di fibre. Oggi insegna ai gruppi locali come migliorare l’alimentazione quotidiana con semplicità.

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